« Una volta mollata l'anima, tutto segue con assoluta certezza, anche nel pieno del caos. Dal principio non fu mai altro che caos: un fluido che mi avviluppava, e io vi respiravo per branchie. Nei substrati, dove la luna brillava ferma e opaca, era liscio e fecondo; sopra era frastuono e discordanza. In tutte le cose io vedevo subito l'opposto, la contraddizione, e fra il reale e l'irreale l'ironia, il paradosso. »

Io non lo so. La gente si sveglia alle 12.30, non fa un cazzo fino alla sera e non prova nessun senso di colpa. Io ho finito di lavorare venerdì, mi sveglio alle 8.30 nonostante la tosse mi abbia impedito di chiudere occhio tutta la notte e continuo a convivere con la stessa sensazione di essere una sfigata mantenuta nullafacente.
C’è qualcosa che non collima esattamente tra il mio senso etico e quello degli altri.

La solitudine ha il sapore di un mattino grigio, il rumore di una pioggia incessante che sbatte contro i vetri delle finestre, ha l’aspetto di una donna che piange e il suo tempo è quello interminabile di un funerale.

Mi sono innamorata di nuovo. Di un telefilm, naturalmente.

thelastofthegentleman:

For all the Cumberbitches out there: here’s a silly love song by Benedict Cumberbatch! :)

No vabbè, voi mi volete male.
Quella voce, porcoddio, quella voce…!

28 Febbraio, non ti ho mai atteso così tanto.

So, how did that conversation go?
  • Moffat: Andrew, we've decided we're bringing Moriarty back.
  • Andrew Scott: What? How? I literally shot myself in the head.
  • Moffat: ...
  • Moffat: ...
  • Moffat: We're going to give Tumblr a year or two. I'm sure they'll work it out.

The annual meeting of the I Faked My Own Death Club. 

I vestitini in saldo, un libro e un fottuto telefilm fanno attualmente la mia felicità. Credo che un uomo non potrebbe fare di meglio. Fuori dal letto.

fangartist:

So much SASS

Ci sei andata vicina.

OH MY FUCKING SHERLOCK!

mewayui:

Thank you Doctor Who and thank you Matt Smith, as 9 would say you were “Brilliant”.

Goodbye Matt.

Di questo 2013 conserverò i momenti brutti e quelli belli. Come quando ti ho detto addio alla stazione, quella volta, l’unica volta, che mi avevi raggiunto per dimostrarmi quanto le cose potessero migliorare e quanto tu potessi cambiare per me. Era troppo tardi ormai.
Ricorderò l’estate trascorsa a lavorare che mi ha lasciato addosso una grossa malinconia. Perché, nonostante lo stress e i sacrifici, le persone che ho avuto accanto mi hanno regalato emozioni e insegnamenti preziosi che giornate di ozio e mare non avrebbero potuto mai eguagliare.
Poi naturalmente c’è la laurea che sta a significare la fine di un percorso di studi e bla bla bla. Ma quella mi ha lasciato più interrogativi e un sentimento di abbandono che altro.
E oggi, al principio di un nuovo anno, quel che mi rimane è solo la speranza di un ulteriore cambiamento, quello più importante. La speranza di capire finalmente qual’è la mia strada e dove devo andare, per non sentirmi più persa ed incapace, per vincere questa tristezza che da troppo tempo ormai mi attanaglia e allontanare quella paura che mi blocca di fronte ad ogni nuovo obiettivo.

Non capisco più cosa sto facendo.
Sono momentaneamente persa.

Certe volte hai davvero bisogno che qualcuno ti prenda di parte e ti illustri punto dopo punto PERCHE’ la tua vita sta andando incontro ad un completo fallimento e, fatto ciò, che ti dica COSA farne del resto dei tuoi giorni prima che l’unica strada praticabile non diventi un bel giro in barbonalandia. 
Io avrei un urgente bisogno di qualcuno così, perchè non ho più certezze in nulla, in nessun ambito, vita sentimentale compresa. E ne ho abbastanza di gente che sa di certo in cosa è bravo, che sa come portare avanti le cose e, ignorando tutte le voci invidiose e malpensanti, riesce sempre in qualcosa di speciale.
Uno scossone è proprio quello che mi servirebbe, tremare finchè non riesco a buttare giù l’ultimo pezzo del muro che mi sono costruita intorno.
Ma come si fa? Come si fa a non smettere di lottare alla prima soluzione comoda che ti si para davanti? Come faccio io ad impormi di continuare a studiare o di lottare ancora per noi che potremmo essere veramente felici un giorno se studiare mi fa sentire inutile e lottare per noi E’ cosa ancor più inutile? Che soddisfazioni ne ricavo da ciò che dovrebbe rendermi felice se ciò che dovrebbe rendermi felice l’attimo dopo non è più quello che voglio?

e